Il medico buono

Il medico buono

Il medico buono

(a Gino Strada – 1948/2021:

“chirurgo di guerra,”

così amava definirsi, e

“fondatore di Emergency”)

Il Medico Buono volle anzitutto

curare gli ultimi, i dannati della Storia,

che è quasi sempre il peggiore

dei mali… Il Bene invece è farlo,

costruire il miracolo d’un ospedale

dove anche un virus soffre ad abitare,

o un brutto incubo ad esserci, atterrire.

Così le sue stelle cadute in terra, furono

proprio i luoghi più ostili, i gironi,

le plaghe dantesche, selve oscure

o deserti, malebolge dove gli spari,

le violenze e gli eccidi depredano anche

i diavoli; e l’Inferno, esce dalla metafora

e s’incarna residenza, ludibrio dell’Umano.

Troppo cuore poi lo ammala, il cuore:

ma chi glielo dirà, ora, a quei bimbi

troppo gonfi o scarni, a quelle mamme

eroine affamate, umiliate, sì, a quei padri

difettivi, che il Medico Buono non c’è più?

Non c’è e ci sarà per sempre, tornato Idea.

… Si è assentato in Cielo, si è perso

nella luce: richiamato in un colloquio,

o consulto d’anime. Forse, tra le nuvole

più alte, dovrà sorgere un bianco ospedale.

Per curare anche gli angeli: ali ferite

dai troppi voli, per custodire gli uomini,

per amputare, ricucire le guerre, le paci.

Le infezioni che pure in cielo sanguinano,

stillano, trasudano più bianche – e noi

non le vediamo, ma le sappiamo dolenti,

salvate, bruciate dalla luce. Come fiori,

vento o cirri di sguardi, l’accoglienza

che a un altro Medico Buono, il Primario

Celeste, fece dire, giurare evangelico: “Gli ultimi

saranno i primi”. Emergency è ogni Fede.

                                                                   Plinio Perilli

[ Nato a Sesto San Giovanni il 21 aprile 1948, all’anagrafe Luigi, Gino Strada si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università Statale di Milano nel 1978, per poi specializzarsi in Chirurgia d’Urgenza. Dopo aver approfondito la chirurgia cardiopolmonare negli Stati Uniti durante gli anni Ottanta, nel 1988 si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Tra il 1989-1994 lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina. ]

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