La festa galante di Paul Verlaine

La festa galante di Paul Verlaine

La festa galante di Paul Verlaine

Netsurf17_-_Paul_Verlaine

CHIARO DI LUNA

L’anima vostra è un paesaggio singolare

che ammaliando vanno maschere e bergamaschi,

suonando il liuto, e ballando, e pare

che siano tristi sotto quelle vesti fantastiche.

 

Benché cantando sempre sul tono minore

l’amore vincitore e la vita opportuna,

pure non credano alla loro gioia, e s’irrora

quella loro canzone di chiaro di luna.

 

Del calmo chiaro di luna bello e triste,

che fa sognare dentro gli alberi gli uccelli

e gli zampilli singhiozzare d’estasi,

gli alti zampilli in mezzo al marmo snelli.

 

CLAIR DE LUNE

 

Votre âme est un paysage choisi

Que vont charmant masques et bergamasques

Jouant du luth et dansant et quasi

Tristes sous leurs déguisements fantasques.

 

Tout en chantant sur le mode mineur

L’amour vainqueur et la vie opportune,

Ils n’ont pas l’air de croire à leur bonheur

Et leur chanson se mêle au clair de lune,

 

Au calme clair de lune triste et beau,

Qui fait rêver les oiseaux dans les arbres

Et sangloter d’extase les jets d’eau,

Les grands jets d’eau sveltes parmi les marbres.

 

Paul Verlaine, Poesie, Bur, 1986, testo francese a fronte, pp. 122-123 – traduzione di Luciana Frezza

 

Questa poesia fa parte della raccolta di Paul Verlaine (1844-1896) intitolata Le feste galanti/Les fêtes galantes. Siamo nel mese di marzo del 1869, mese in cui Verlaine accorre a Paliseul dove sua zia, la tante Louise, è morta. Anche in questa luttuosa circostanza annega il dolore nell’alcool, scandalizzando il paese. La madre e la zia materna pensano di dargli per moglie una delle sue cugine “di carattere energico”, ma finirà con lo sposare Mathilde Mauté.

L’inizio della lirica è famosissimo: Votre âme est un paysage choisi ma continuando nella lettura scopriamo tutti aspetti cari a Verlaine: il chiaro di luna (ripetuto due volte, a parte il titolo),  il sogno, la musica, la fantasia, il chiaroscuro, la tristezza, il pianto. I versi risuonano di alcuni pittori impressionisti.  Ma, nello stesso tempo, gli elementi presenti caratterizzano la raccolta di cui fa parte: Le feste galanti/Les fêtes galantes che ricordano l’Imbarco per Citera/Voyage à Cytère di Antoine Watteau (1684-1721). Siamo di fronte ad una scena in cui le maschere danzano e suonano il liuto sotto un cielo carico di una luna attenta. Non dimentichiamo i titoli di altre liriche della stessa sezione: Marionette/Fantoches, Pantomima/Pantomime, In barca/En bateau, Il fauno/Le faune, Mandolino/Mandoline, Colombine/Colombina ecc. Una curiosità sul vocabolo bergamasques che ha sollevato diversi interrogativi, strettamente connessi con il problema delle fonti da cui Verlaine può averlo tratto. Anzitutto: è di genere femminile, nel qual caso significherebbe una danza, o è maschile, e indica le maliziose figure delle maschere italiane? Anche quest’ultima ipotesi sembrerebbe probabile, considerato che l’appellativo era usato in questo senso già prima di Verlaine. Shakespeare nel Sogno di una notte di mezza estate (atto V, scena I), lo adopera nell’una e nell’altra accezione. L’accordo masques –bergamasques, che dà il là alle Feste/Fêtes con una sontuosa rima interna, produce una quantità di associazioni complici: musica e farsa, balli e ballerini (Luciana Frezza).

La caratteristica maggiore della poesia rimane però l’estrema musicalità alla quale ho già accennato e che senz’altro è più percettibile nella versione originale, musicalità ottenuta anche con numerose rime interne o assonanze: charmant-jouant-dansant- déguisements; masques-bergamasques-fantasquesues (prima strofa); mineur-vainqueur-bonheur (seconda strofa); beau-oiseau; rêver-sangloter (terza strofa).

Ricordiamo che Verlaine scrisse la famosa Arte poetica/Ars poétique, vero manifesto della nuova poesia, in cui preconizzava: De la musique avant toute chose, / Et pour cela préfère l’Impair / Plus vague et plus soluble dans l’air, / Sans rien en lui qui pèse ou qui pose (…) – Musica prima d’ogni altra cosa, / e perciò preferisci il verso Dispari / più vago e più solubile nell’aria / senza nulla che pesi o posi (…) (op. cit. pp. 228-229). I versi risuonano di alcuni musicisti come Reynaldo Hahn e Claude Debussy, i quali saranno presenti nella musica delle poesie di Verlaine.

Fausta Genziana Le Piane

 

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