Baudelaire, scopritore d’Edgar Allan Poe in Europa

Baudelaire, scopritore d’Edgar Allan Poe in Europa

                     E’ nel 1847 che Charles Baudelaire scopre Edgar Allan Poe che, dopo una vita tormentata, è sul punto di morire (1809-1849): è una folgorazione, Baudelaire diventa il traduttore di molte opere di Poe. Il 9 marzo 1856 scrive a Sainte-Beuve: “Occorre cioé desidero che Edgar Allan Poe, che non è gran cosa in America, diventi un grande uomo per la Francia” e alla madre: “Ho scoperto un autore americano che mi ha suscitato un’incredibile simpatia” .

Cosa accomuna i due grandi artisti? Li attrae l’occulto ed il bizzarro, ritrovano insieme il senso di solitudine e i paradisi artificiali, sono ossessionati dalla morte e provano repulsione per la poesia moralizzatrice. Lo stesso Baudelaire ammetteva che Poe gli “somigliava un poco, su qualche punto, cioè una parte di lui stesso.”

Tra i tanti temi cari ai due artisti, ne vorrei sottolineare in particolare due: l’amore per i gatti e il dandismo. Molte poesie de I fiori del male di Charles Baudelaire sono dedicate a questo animale assimilato spesso alla donna. Poe gli dedica un racconto, Il gatto nero, scritto nel 1843. Il dandismo si sviluppa soprattutto in Francia dopo la Restaurazione, seguendo il modello di con l’aiuto di una già diffusa mode à l’anglaise. Si ha in questa fase una teorizzazione del fenomeno per opera soprattutto di Barbey D’Aurevilly (“L’anatomia del dandismo” del 1845) e Charles Baudelaire (“Il pittore della vita moderna” del 1863). Ripudiando ogni forma di dandismo disimpegnato, l’eleganza è considerata fondamentale per conferire la superiorità aristocratica e intellettuale e si unisce a una forma di tensione eroica, che ha come sfondo il mondo decadente della città moderna. Si diffonde tra i dandy francesi soprattutto la moda dell’abito ampio e nero e in generale l’utilizzo del colore scuro. « Il dandismo appare in periodi di transizione in cui la democrazia non è ancora del tutto potente e l’aristocrazia ha appena iniziato a vacillare e cadere. Nei disordini di momenti come questi alcuni uomini socialmente, politicamente e finanziariamente a disagio, ma assolutamente ricchi di un’energia innata, possono concepire l’idea di stabilire un nuovo tipo di aristocrazia, ancora più difficile da abbattere perché basata sulle più preziose e durevoli facoltà e su doni divini che il lavoro e il denaro sono incapaci di donare. » (Il pittore della vita moderna, 1863).

La tomba d’ Edgar Poe

Quale in Lui stesso alfine l’eternità lo muta
il poeta ridesta con una spada nuda
il secolo tremante che non ha conosciuto
della morte il trionfo in quella voce inaudita.

Essi in un vil sussulto come d’idra che ha udito
l’Angelo dare un senso più puro alle parole
delle tribù, gridarono al sortilegio bevuto
di qualche nero intruglio nel flutto senza onore.

Se di terra e nubi ostili, o dolore! la nostra
idea non sa, scolpendone un bassorilievo
ornare l’abbagliante tomba di Poe, che almeno

calmo blocco caduto da un cataclisma oscuro
questo granito il limite mostri per sempre ai neri
voli della Bestemmia sparsi per il futuro.

Stéphane Mallarmé

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