L’uomo disteso

L’uomo disteso

Un uomo stava disteso sul ciglio di una strada. Non era ferito né morto, ma solo coperto di polvere. Un ladro lo vide e disse tra sé:

“Di sicuro è un ladro che si è addormentato. La polizia verrà a cercarlo. Meglio sparire prima che arrivi.”

Poco dopo un ubriaco, barcollando vi inciampò: “Guarda cosa  succede a chi non regge l’alcol!” osservò. “Tirati su, amico! E la prossima volta, bevi di meno!”

Passò un saggio. Si avvicinò e disse fra sé:

“Questo è un uomo in estasi. Mediterò accanto a lui.”

 

Noi vediamo la realtà e le altre persone così come vediamo noi stessi. Non vediamo l’altro per quello che è ma lo percepiamo attraverso il filtro delle nostre introiezioni.

Io, per esempio, mi trovai un giorno a guidare una seduta di lavoro sull’ego che andò piuttosto bene.

I partecipanti che avevano fatto progressi mi telefonarono per ringraziarmi.

Quelli che non ne avevano tratto benefici, invece, dissero che quel giorno non ero in forma, che ero stanco, che non avevo lavorato eccetera.

Eppure, non ero affatto stanco e mi ero impegnato a fondo.

Il fatto è che all’esterno proiettiamo.

E cosa?

Quello che noi stessi siamo.

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